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Discriminazione paziente HIV in studio dentistico. Marrazzo: caso molto grave. Appello alla Ministra Grillo e all'Ordine dei Medici

A pochi giorni dalla morte di Fernando Aiuti, immunologo e pioniere contro la lotta allo stigma nei confronti delle persone sieropositive, ancora tanto occorre fare per superare pregiudizi e discriminazioni. Infatti, ogni anno oltre 20mila persone si rivolgono a noi chiamando il numero verde Gay Help Line 800 713 713 per chiederci aiuto e sostegno. Oltre il 10% dei casi, quindi circa 2-3mila persone ogni anno, ci segnalano episodi di discriminazione in quanto persone sieropositive. In particolare un ragazzo in HIV ha contatto il nostro numero verde Gay Help Line 800 713 713, - dichiara Fabrizio Marrazzo Responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center -  e ha raccontato di essere stato messo alla porta in uno studio medico privato di Roma dopo aver dichiarato la sua sieropositività. In seguito è stato realizzato da Fan Page un video con telecamera nascosta." 

 

Il caso avviene in uno studio dentistico a Roma . Al ragazzo, mentre era in sala d´attesa, viene subito chiesto di compilare un´anagrafica e indicare, tra le eventuali patologie, di avere l´HIV, cosa che il ragazzo ha dichiarato, barrando la specifica casella. In pochi istanti l´odontoiatra, uscendo dalla sua stanza con il il foglio, ha chiesto spiegazioni al ragazzo sulla sieropositivitá dichiarata, chiedendo: 

 

"Devo mandarla all´ospedale. Non posso fare niente senza analisi attuali della sua condizione ....... prova ad andare in ospedale, lì sono più attrezzati per i pazienti con Hiv"

 

Tutta la conversazione, inoltre, si svolge in sala d´attesa senza concedere neanche la privacy di entrare nella stanza del medico.

 

"La legge 135/90 a tutela delle persone con HIV/AIDS, è molto chiara, infatti, l´azione del medico è del tutto illegittima e pertanto stiamo agendo sia presentando un esposto all´ordine dei medici e degli odontoiatri, sia presentando un reclamo al garante della privacy che già si è occupato di questa materia , dichiara Alessandro Cataldi, legale di Gay Help Line, inoltre, il garante si è già espresso per un caso analogo di alcuni anni fa a Brescia, circa la possibilità per gli esercenti la professione sanitaria di raccogliere informazioni sullo stato sierologico attraverso lo strumento del questionario. Il Garante chiarisce che il questionario non può costituire una condizione indispensabile per l’accesso alle cure, potendo anche la persona rifiutare la compilazione e non dichiarare il proprio stato sierologico. Il principio è che uno studio odontoiatrico deve garantire sempre le stesse condizioni igenico-sanitarie nei confronti di tutti i pazienti e a prescindere dallo stato sierologico dichiarato o accertato, come del resto è previsto dalle linee guida del Ministero della Sanità.Il questionario inoltre non deve essere rilasciato in sala da attesa ma andrebbe compilato con il consenso informato del paziente, al quale il medico deve fornire ogni valida spiegazione circa l’importanza di venire a conoscenza di tale informazione. Tale dato infatti può essere richiesto dal medico curante non in un’ottica di prevenzione per attuare ulteriori misure preventive rispetto a quelle comunemente utilizzate negli altri casi, ma per assicurare che la cura proposta non entri in contrasto con la terapia antiretrovirale prevista per le persone in HIV. "

 

"Purtroppo i casi di discriminazione dei pazienti HIV - aggiunge Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line - non si limitano solo a dentisti e medici privati, ma avvengono anche in ambienti ospedalieri pubblici e privati, come altri due recenti casi. Una madre, recentemente, è stata informata in ospedale della sieropositivitá del figlio maggiorenne, senza il consenso dello stesso, con la conseguenza di gravi ripercusioni familiari per il ragazzo stesso. Un altro paziente, invece, in attesa di  effettuare una colonscopia in un ospedale privato a Roma, una volta dichiarato di essere sieropositivo, viene spostato dal medico in fondo alla lista delle visite, cercando di tutelare erroneamente gli altri pazienti, e ricevendo anche minacce per non fare alcuna segnalazione.

 Questi casi mostrano quanto sia forte ancora oggi la discriminazione in ambiente sanitario per le persone in HIV. Pertanto chiediamo alla Ministra Grillo ed all´Ordine dei Medici, che oltre ad intervenire nei singoli casi, nominino delle commissioni di controllo, volte anche ad emanare circolari e corsi di formazione obbligatoria, specifici per chiarire il trattamento dei pazienti HIV+, al fine che venga abolita ogni discriminazione"

 

Link Video:

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XDiEUeSwlok0J5Hi 


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